(Francesco Rocco Arena)

Eufrasia, ormai affermata in campo nazionale e internazionale quale pittrice devota del bello, conferma sempre di più con il suo tocco di classe, quanto il suo spirito inventivo, sa donare di sè per la fruizione dell'armonia che scaturiscono i suoi soggetti ora ritratti ora inventati.
Felpati da una particolare magia, i colori trasmettono la poeticità dell'Io narrante e rendono il canto una plasticita della natura e del volto dell'uomo.

Il contesto in cui si muove Eufrasia è pieno di sorprendenti movimenti che cullano ogni sua espressione pittorica che diviene storia nella storia, realtà nella realtà, poesia senza frontiere.
Ogni gesto pittorico di Eufrasia collabora per la elevazione dell'uomo e per la sua trascendentalità.
Vedendo le composizioni di Eufrasia pare che il mito arcaico riporti all'attualità il passato dell'uomo nella ricerca della sua identità.

Quando Eufrasia racconta la storia di un bambino vestito come un marinaretto o un contadino lo abbina alla bellezza eclatante di una piccola fanciulla che sa sorridere al futuro senza alcun impedimento.
La prospettiva da dove emergono i soggetti sembra contenere esclusivamente la luce indorando l'occhio e i capelli con sincera nevroticità.

La mano di Eufrasia quando trascrive sulla tela il suo narrare pare diretta da altra mano che muove il tempo nel tempo.
Il tocco del suo dito artistico indica vivacità comunicativa rendendo qualificativi i soggetti e le figure che danzano nella natura dai colori dell'arcobaleno.

Francesco Rocco Arena